Biennale Venezia 2011. Ep2 - sul linguaggio
Riflettevo ancora sulla biennale.
Il padiglione spagnolo non contiene opere d'arte, l'opera è quello che si svolge al suo interno.
Per tutto il periodo della biennale infatti ci saranno performance e gruppi di discussione che verranno raccontati anche attraverso un blog e dei tweet in real time; quello che succede quindi non si chiude all'interno del suo contenitore ma è rivolto anche all'esterno coinvolgendo oltre il pubblico presente anche quello non presente.
Ma non è questo quello che mi interessa, tutto il lavoro che verrà svolto nel padiglione è incentrato sul linguaggio, parlato, scritto o interpretato che sia.
Stamattina leggevo che negli anni cinquanta si pensava che non si sarebbe più scritto, ed invece il traffico sms ha superato quello voce.
E' una naturale evoluzione, nuovi mezzi di comunicazione aprono nuove strade, danno nuove possibilità di esprimersi, lo sappiamo e sono tutte cose scontate; si è evoluto anche il modo di scrivere, ovviamente.
Non so dove voglio arrivare ma è interessante in effetti.
Devo andarmi a comprare una copia di finnegan's wake in inglese... non ci capirò niente.
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